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Non è però il cinismo del reportage di "nera", con la crudezza che
gli è propria, ad affiorare dai clamorosi servizi realizzati in quel
periodo, ma una carica di umanità - riconosciuta da tutti - che distingue
Rino Barillari dal fotogiornalista demonizzato dai media, proponendolo
come protagonista positivo di una fotografia al servizio dell'informazione
tout court e della nuda verità, senza ammiccamenti ai desideri morbosi
del pubblico.
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